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È pace fatta tra il Comites di New
York/Connecticut e l’Italian American Committee on
Education dopo l’incontro “chiarificatore” tra i
componenti dei due organismi riunitisi lunedì sera
nella sede del Consolato Generale a Manhattan.
Alla riunione straordinaria del
Comites, convocata dal presidente Quintino
Cianfaglione, erano presenti undici componenti,
l’esecutivo dello Iace, il console generale Antonio
Bandini, il dirigente scolastico Alfio Russo e il
presidente del Comites del New Jersey, Paolo Ribaudo.
Lo scopo era di rimettere in
discussione la decisione del Comites che nella
precedente riunione aveva espresso parere negativo
sull’erogazione dei fondi del ministero degli Esteri
allo Iace per il programma di attività del 2006.
Una presa di posizione, quella del
Comites, che ha fatto discutere e ha sollevato un
polverone, perché è scaturita in un momento in cui è
in fenomenale crescita - in particolare nella
circoscrizione consolare di New York - l’interesse
per lingua e cultura italiane.
Un comportamento eccessivamente
zelante, se vogliamo, quello del Comites che ha
voluto esprimere col voto negativo una legittima
preoccupazione nei confronti di un’importante
istituzione come lo Iace che gestisce soldi dei
contribuenti italiani e che più volte era stato
chiamato a partecipare alle riunioni per spiegare la
sua missione, senza mai tuttavia raccogliere
l’invito.
Il Comites con un gesto dimostrativo
e spettacolare in realtà ha voluto significare allo
Iace che non può ignorare l’esistenza e le funzioni
di un Comitato formato di componenti eletti dalla
collettività.
Il ministro Bandini nel suo
intervento d’apertura ha bacchettato un po’ tutti,
richiamando all’ordine coloro che sono impegnati in
varie attività in seno alla collettività italiana.
“Gli italiani coinvolti nelle organizzazioni si
parlino tra loro. Ognuno faccia il lavoro senza
pestarsi i piedi”, e ha sottolineato che la
decisione negativa del Comites “è un tipico caso di
incomprensione”.
Poi ha spiegato che anche il Console
Generale deve cospargersi il capo di cenere. “Forse
in buona parte sono responsabile io perché ho
sentito da parte del Comites una legittima
preoccupazione per importanti istituzioni che
adoperano soldi dello Stato italiano. È una
richiesta legittima - ha precisato il ministro
Bandini - per una totale trasparenza di impiego di
danaro pubblico”.
Anche il dirigente scolastico presso
la sede diplomatica di Park Avenue, Alfio Russo, in
merito alla decisione negativa del Comites ha detto:
“Mi sono reso conto di avere combinato un pasticcio,
forse certi malintesi non sarebbero accaduti”, e ha
aggiunto di rendersi disponibile per “venire
incontro a questa vigorosa esigenza di informazione”.
Il presidente Cianfaglione ha aperto
i lavori dicendo che la turbolenza generata dal
parere negativo del Comites “è stato un disguido
creato da un articolo pubblicato da America Oggi”,
prima di passare alla lettura del verbale della
precedente riunione.
Il componente del Comites, Tony Di
Piazza ha spiegato che “non si è trattato di un voto
contro i programmi dello Iace, ma contro il
comportamento dei suoi dirigenti. Nel mio voto non
c’era nulla di politico, è stato un voto di protesta”.
Un punto quest’ultimo che è stato
sottolineato da Angelo Vinciguerra, dicendo: “Negli
ultimi sei anni abbiamo chiesto e mai ottenuto degli
incontri, ecco perché avevo proposto il voto
negativo”.
Anche Salvatore Fronterré ha ripreso
l’argomento. “Io sono nel Comites dal 1986 e da
allora continuiamo a chiedere spiegazioni allo Iace”,
mentre il vice presidente Domenico Procopio più
chiaramente ha sostenuto che “abbiamo dato il voto
negativo perché voleva essere un richiamo”.
Il presidente dello Iace, Angelo
Gimondo, ha precisato subito che con la sua presenza
stava rispondendo a un invito di due che aveva
ricevuto in passato dal Comites per relazionare
sulle attività. “Quello che facciamo è tutto
trasparente e d’ora in avanti risponderemo ad ogni
vostro invito”, assicura Gimondo ai componenti del
Comites, prima di presentare l’esecutivo presente
alla riunione.
Poi snocciola i numeri di tutto
rispetto che caratterizzano le iniziative
linguistico-culturali dello Iace per il prossimo
anno, a partire dai corsi di italiano amministrati
che sono 1.297. 64 sono le scuole e i distretti
sostenuti direttamente, 310 le scuole sostenute
indirettamente, 15 i centri linguistici per corsi
extracurricolari. È di oltre 27 mila il numero
complessivo degli studenti e di 200 quello degli
insegnanti. Inoltre il programma comprende corsi di
formazione e aggiornamento per gli insegnanti,
l’Italian Resource Center in Connecticut, programmi
di scambio, altri servizi ancora e fundraising.
Il segretario del Comites, Antonelli
ha commentato il resoconto di Gimondo dicendo: “Sono
coinvolto con lo Iace dal 1976 e so che svolge un
buon lavoro. Il voto negativo non voleva significare
un voto contrario alle attività dello Iace. Mi
auguro che le cose vadano meglio in futuro”.
Il tesoriere dello Iace, Berardo
Paradiso, imprenditore e presidente della Camera di
Commercio Italo-Americana, ha voluto mettere in
evidenza l’importanza dello Iace che definisce “il
veicolo per trasmettere lingua e cultura italiane”,
sottolineando peraltro che le spese gestionali dello
Iace “sono molto contenute”. Formalizzata la
richiesta del consigliere Angelo Messina, che ha
chiesto di ottenere una “anagrafe” di scuole e
centri che fruiscono dei corsi Iace, ha chiuso i
lavori dell’assemblea straordinaria Salvatore Di
Pietro, il quale ha presentato una mozione per
passare al voto di approvazione del bilancio dello
Iace, condivisa da Vinciguerra, “per rivoltare il
parere negativo espresso la settimana scorsa”.
Il Comites ha approvato per alzata di
mano: 10 a favore, 1 astenuto e 1 contrario.
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