Incontro Chiarificatore

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Dalla Comunità > La Comunità > 05/10/2005 (di Riccardo Chioni)

Incontro 'chiarificatore'
Comites di New York/Connecticut e l’Italian American Committee on Education
 

di Riccardo Chioni

È pace fatta tra il Comites di New York/Connecticut e l’Italian American Committee on Education dopo l’incontro “chiarificatore” tra i componenti dei due organismi riunitisi lunedì sera nella sede del Consolato Generale a Manhattan.
Alla riunione straordinaria del Comites, convocata dal presidente Quintino Cianfaglione, erano presenti undici componenti, l’esecutivo dello Iace, il console generale Antonio Bandini, il dirigente scolastico Alfio Russo e il presidente del Comites del New Jersey, Paolo Ribaudo.
Lo scopo era di rimettere in discussione la decisione del Comites che nella precedente riunione aveva espresso parere negativo sull’erogazione dei fondi del ministero degli Esteri allo Iace per il programma di attività del 2006.
Una presa di posizione, quella del Comites, che ha fatto discutere e ha sollevato un polverone, perché è scaturita in un momento in cui è in fenomenale crescita - in particolare nella circoscrizione consolare di New York - l’interesse per lingua e cultura italiane.
Un comportamento eccessivamente zelante, se vogliamo, quello del Comites che ha voluto esprimere col voto negativo una legittima preoccupazione nei confronti di un’importante istituzione come lo Iace che gestisce soldi dei contribuenti italiani e che più volte era stato chiamato a partecipare alle riunioni per spiegare la sua missione, senza mai tuttavia raccogliere l’invito.
Il Comites con un gesto dimostrativo e spettacolare in realtà ha voluto significare allo Iace che non può ignorare l’esistenza e le funzioni di un Comitato formato di componenti eletti dalla collettività.
Il ministro Bandini nel suo intervento d’apertura ha bacchettato un po’ tutti, richiamando all’ordine coloro che sono impegnati in varie attività in seno alla collettività italiana. “Gli italiani coinvolti nelle organizzazioni si parlino tra loro. Ognuno faccia il lavoro senza pestarsi i piedi”, e ha sottolineato che la decisione negativa del Comites “è un tipico caso di incomprensione”.
Poi ha spiegato che anche il Console Generale deve cospargersi il capo di cenere. “Forse in buona parte sono responsabile io perché ho sentito da parte del Comites una legittima preoccupazione per importanti istituzioni che adoperano soldi dello Stato italiano. È una richiesta legittima - ha precisato il ministro Bandini - per una totale trasparenza di impiego di danaro pubblico”.
Anche il dirigente scolastico presso la sede diplomatica di Park Avenue, Alfio Russo, in merito alla decisione negativa del Comites ha detto: “Mi sono reso conto di avere combinato un pasticcio, forse certi malintesi non sarebbero accaduti”, e ha aggiunto di rendersi disponibile per “venire incontro a questa vigorosa esigenza di informazione”.
Il presidente Cianfaglione ha aperto i lavori dicendo che la turbolenza generata dal parere negativo del Comites “è stato un disguido creato da un articolo pubblicato da America Oggi”, prima di passare alla lettura del verbale della precedente riunione.
Il componente del Comites, Tony Di Piazza ha spiegato che “non si è trattato di un voto contro i programmi dello Iace, ma contro il comportamento dei suoi dirigenti. Nel mio voto non c’era nulla di politico, è stato un voto di protesta”.
Un punto quest’ultimo che è stato sottolineato da Angelo Vinciguerra, dicendo: “Negli ultimi sei anni abbiamo chiesto e mai ottenuto degli incontri, ecco perché avevo proposto il voto negativo”.
Anche Salvatore Fronterré ha ripreso l’argomento. “Io sono nel Comites dal 1986 e da allora continuiamo a chiedere spiegazioni allo Iace”, mentre il vice presidente Domenico Procopio più chiaramente ha sostenuto che “abbiamo dato il voto negativo perché voleva essere un richiamo”.
Il presidente dello Iace, Angelo Gimondo, ha precisato subito che con la sua presenza stava rispondendo a un invito di due che aveva ricevuto in passato dal Comites per relazionare sulle attività. “Quello che facciamo è tutto trasparente e d’ora in avanti risponderemo ad ogni vostro invito”, assicura Gimondo ai componenti del Comites, prima di presentare l’esecutivo presente alla riunione.
Poi snocciola i numeri di tutto rispetto che caratterizzano le iniziative linguistico-culturali dello Iace per il prossimo anno, a partire dai corsi di italiano amministrati che sono 1.297. 64 sono le scuole e i distretti sostenuti direttamente, 310 le scuole sostenute indirettamente, 15 i centri linguistici per corsi extracurricolari. È di oltre 27 mila il numero complessivo degli studenti e di 200 quello degli insegnanti. Inoltre il programma comprende corsi di formazione e aggiornamento per gli insegnanti, l’Italian Resource Center in Connecticut, programmi di scambio, altri servizi ancora e fundraising.
Il segretario del Comites, Antonelli ha commentato il resoconto di Gimondo dicendo: “Sono coinvolto con lo Iace dal 1976 e so che svolge un buon lavoro. Il voto negativo non voleva significare un voto contrario alle attività dello Iace. Mi auguro che le cose vadano meglio in futuro”.
Il tesoriere dello Iace, Berardo Paradiso, imprenditore e presidente della Camera di Commercio Italo-Americana, ha voluto mettere in evidenza l’importanza dello Iace che definisce “il veicolo per trasmettere lingua e cultura italiane”, sottolineando peraltro che le spese gestionali dello Iace “sono molto contenute”.  Formalizzata la richiesta del consigliere Angelo Messina, che ha chiesto di ottenere una “anagrafe” di scuole e centri che fruiscono dei corsi Iace, ha chiuso i lavori dell’assemblea straordinaria Salvatore Di Pietro, il quale ha presentato una mozione per passare al voto di approvazione del bilancio dello Iace, condivisa da Vinciguerra, “per rivoltare il parere negativo espresso la settimana scorsa”.
Il Comites ha approvato per alzata di mano: 10 a favore, 1 astenuto e 1 contrario.

 

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