di Riccardo
Chioni
22-10-2008
LUNEDÌ SI È SVOLTA la seduta
ordinaria del Comites di New
York e Connecticut nella sede di
Fresh Pond Road presieduta da
Quintino Cianfaglione con undici
componenti presenti e il console
aggiunto Giovanni Favilli,
quattro i membri assenti
giustificati.
All'ordine del giorno c'erano
l'approvazione del verbale
precedente, l'approvazione del
preventivo 2009, l'approvazione
del conto del presidente, il
parere sulla richiesta di
contributi governativi a "Gente
d'Italia" e a seguire, le
discussioni sulla conferenza dei
giovani, Rai International (ora
RaItalia), varie ed eventuali.
Il presidente Cianfaglione ha
aperto la seduta rimandando alla
prossima l'approvazione del
verbale della precedente
riunione ed è stato approvato il
preventivo 2009 all'unanimità,
ma è stato fatto osservare che
mancano fondi in quanto non
ancora pervenuti dal Mae quelli
relativi al 2008, mentre le
casse attualmente sono in rosso.
A proposito dei fondi del Mae
destinati al Comites, il
presidente Cianfaglione ha detto:
"Il Cgie non ha saputo
rappresentarci, dal momento che
ci troviamo con tagli pari al 35
per cento e loro sapevano che si
sarebbe verificato, ma non ci
hanno protetto".
Il Comitato è passato quindi ad
esaminare la richiesta di
contributi governativi del
giornale "Gente d'Italia" sulla
base di diffusione, qualità e
contenuti. Il console Favilli ha
enunciato i numeri dichiarati
dall'editore, secondo cui nel
2007 da gennaio a luglio sono
state diffuse nella zona di New
York 450 mila copie e da luglio
a dicembre 350 mila distribuite
in Florida, oltre a 4.5 milioni
di copie diffuse in Uruguay. In
particolare l'editore ha
dichiarato che soltanto il 20
per cento della tiratura è stata
diffusa negli Stati Uniti.
Il giro di consultazioni,
allargato a tutti i componenti
perché esprimessero ognuno il
proprio parere, ha portato alla
dichiarazione finale messa a
verbale che recita così: "Il
Comites si esprime dichiarando
di avere visto Gente d'Italia
solo nelle sedi diplomatiche e
istituzinali come Consolato,
Ambasciata, Istituto di Cultura,
Comites, quando arriva, e per
tale ragione si esprime parere
negativo all'unanimità".
In pratica ognuno dei componenti
ha ripetuto la stessa frase: lo
conosciamo, l'abbiamo visto, ma
non possiamo confermare che sia
diffuso e venduto in edicola
perché non è mai stato visto
esposto. In pratica, ognuno ha
sostenuto di non avere mai visto
"Gente d'Italia" in edicola, sia
nella zona newyorkese che nello
stato del Connecticut su cui ha
competenza il Comites, che si è
astenuto dall'esprimere un
parere sui contenuti non essendo
in grado di sapere come e dove
opera, mentre non sono mancati
commenti personali
sull'inutilità di un giornale
che non riporta cronaca e fatti
di attualità.
La discussione si è trasferita
all'altro capitolo all'ordine
del giorno: la conferenza dei
giovani in programma a Roma a
fine anno a cui parteciperanno
40 ragazzi, 27 dei quali
italoamericani. Il presidente
Cianfaglione ha espresso il suo
rammarico in merito a 350
lettere spedite ad associazioni,
club e gruppi italoamericani
dell'area metropolitana in cui
si chiedeva di segnalare
nominativi, totalemente ignorata,
a cui nessuno si è degnato
neppure di rispondere.
La discussione si è spostata
sull'argomento Rai International
(ora RaItalia) che - hanno detto
- dovrebbe essere il motore
della promozione di lingua e
cultura, "ma che ci ha preso in
giro" esprimendo l'auspicio che
siano sostituiti alcuni
programmi con altri dai
contenuti comunitari, nel
rispetto di orari e palinsesto
che lasciano a desiderare.
L'opinione generale è stata che
RaItalia è divenuta un
contenitore di programmi di Rai
3. "Prima c'erano servizi sulla
comunità, ma ora sono stati
stravolti e sostituiti con
programmi di culture diverse
dalla nostra che non interessano
agli italiani all'estero.
RaItalia - hanno insistito -
deve essere il collante delle
comunità italiane nel mondo, "abbiamo
avuto incontri e promesse dal
direttore Badaloni, anche per
iscritto, secondo cui sarebbe
stata ripristinata la rubrica
Zoom, cosa che però non si è
materializzata. Hanno fatto
sempre promesse che non hanno
mai mantenuto".
RaItalia - hanno fatto osservare
- "non è più la tivù della
comunità ed è orientata a
sinistra, non è bilanciata,
oltre a mancare l'informazione
di ritorno. RaItalia si è
allontanata dalla comunità". Non
possiamo negare - hanno aggiunto
- che alcuni programmi sono
migliorati, ma "Qui Roma,
Sportello Italia e Zoom" - hanno
concordato tutti - andrebbero
ripristinati.
Cianfaglione ha sottolineato "Badaloni
ci ha tolto l'identità ed ha
portato RaItalia alla disfatta,
perché era stata creata per noi".
Ha continuato sostenendo che
"Italia News del mattino (7 am)
è rivoltante" precisando che "neppure
la peggiore delle tivù locali
mette assieme un programma
simile da dilettanti. Abbiamo
chiesto milioni di volte la
sottotitolatura in inglese e
stiamno ancora aspettando" e ha
annunciato l'invio
prossimamanete di una lettera
aperta alla Rai, sottoscritta da
tutti i componenti del Comites.
Tra le varie è stato fatto
notare che l'imposta Ici è
discriminatoria nei confronti
dei residenti all'estero
proprietari di casa in Italia,
oltre alla questione del
Consolato Generale che avrebbe
dovuto aprire il sabato e del
rinnovo del passaporto per posta,
per cui il console Favilli ha
spiegato che quest'ultimo
soggetto è legato a problemi
legali e giuridici, in quanto le
persone devono essere
riconosciute dal funzionario
consolare. "Stiamo valutando la
possibilità per il rinnovo per
posta e in merito all'apertura
il sabato - ha precisato Favilli
- non c'è alcun consolato che
apre il sabato", anche se
l'ambasciata di Washington aveva
da tempo dato l'assenso