Una battuta d'arresto

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Una battuta d'arresto motivo di riflessione

di Gaspare Pipitone*

13-01-2009

E  va bene, o meglio va male, ma non è certo la fine dei lunghi e gloriosi successi ottenuti grazie all'azione del Governo Italiano che da oltre trent'anni negli Usa si è impegnato nella divulgazione della lingua e cultura italiana ed ha prodotto molti frutti (i dati sono tutti favorevoli e positivi, dalla materna all'università). Grazie ovviamente anche ad un esercito di insegnanti e professionisti impegnati che ne hanno fatto una missione di vita.
È ovvvio che il momentaneo arresto dell'AP Italian non significa la fine di tutto, ma semplicemente la richiesta di una utile pausa di riflessione. Abbiamo sempre pensato di essere #1 in tutto solo perché siamo italiani. In effetti è molto positivo il pensare che il solo essere italiani sia un motivo di orgoglio, ma non è sufficiente. Oggi, grazie ai sacrifici di quanti ci hanno preceduto e sudato le famose sette camicie, viviamo di rendita ma non esclude il fatto che dobbiamo continuare ad aggiungere altri valori perhé, figli di una ricca cultura che il mondo ci invidia, siamo debitori della sua divulgazione. Quindi non possiamo dormire sugli allori. La pausa che il College Board ha imposto alla Advanced Placemenet Program per l'Italiano, ripeto non è la sconfitta per quanti operano nella divulgazione della lingua e cultura italiana negli Usa, semplicemente una pausa di riflessione. Avevamo preso per garantito, che il solo fatto di avere ottenuto, anche se per ultimi, la AP Italian, nessuno poteva più togliercela..invece ci siamo svegliati di colpo ed abbiamo capito che lo avremmo potuto perdere definitivamente.
Iniziamo a glorificarci prima ancora di vederne i risultati, trascurando quanto è necessario fare per meritare c io che abbiamo ottenuto ed al primo cenno di pericolo diamo vita a comitati, fondazioni, task force e così di seguito, dimenticando forse che il tutto deve necessariamente avere una base. La base è la comunità italiana che tutti vogliamo e continuiamo a dire di voler servire. "Main Street prima ancora di Wall Street ". Perchè pensare subito a Wall Street quando la Main Street viene trascurata o quanto meno presa in poca considerazione? Abbiamo mai pensato di costruire un secondo e terzo e quarto piano di un palazzo quando non abbiamo ancora assicurato solide fondamenta. Le comunità italiane sono le vere fondamenta di qualunque progetto nato per servirle. Prima ancora di creare fondazioni e task force, forse era necessario prendere contatti con la comunità degli studenti italoamericani, contatti personali ed interessati. Come pensiamo di avere migliaia di studenti italo americani interessati all'AP italian se questi forse non sanno che esiste?
Ed allora da subito bisogna iniziare una campagna di informazione a mezzo stampa, le radio locali e le televisioni pubbliche e private, istituire una vera task force di insegnanti che visiti le High School per incontrari i professori di italiano oltre che con gli studenti tanto italoamericani o meno.
Il Comites di New York e Connecticut ha promosso di comune accordo con l'Ufficio Scolastico del Consolato di New York l'invio di oltre un migliaio di lettere personalizzate a studenti che frequentano l'ultimo anno della HS, ma è ovvio che non è stato sufficiente e bisogna continuare a sensibilizzare le associazioni e clubs locali, le stesse dove si radunano i pensionati italiani per chiacchierare e giocare alle carte. Saranno proprio loro a far conoscere il programma ai propri figli e nipoti.
E solo dopo aver raggiunto un numero sufficiente di partecipanti all'AP Italian, potremo scrivere alle autorità Italiane qualora dovessero ignorarci e non inviare quanto necessario. Ma sappiamo che da decenni i diversi governi italiani sono stati impegnati nella divulgazione della lingua e cultura italiana all'estero e quindi negli Usa.
Il Comites di New York & Connecticut fa proprio l'invito dell'Ambasciatore Castellaneta che ha detto che per vincere questa sfida "E' necessario il coinvolgimento dell'intera nostra comunità presente negli Usa", intanto un gigantesco grazie agli insegnanti di italiano che da semplici soldati da oltre 32 anni lavorano in prima linea per la divulgazione della nostra lingua e cultura.
*Presidente della Commissione Lingua e Cultura del Comites di NY & CT
 

 

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