di Raffaele La
Gamba
26-10-2008
La pagina della comunità di
America Oggi di mercoledì 22 ottobre
rivela una grande novità: la nuova
importanza del Comites.
Ho sempre detto e scritto che il
Comites "vale quanto il due a
briscola", che il Comites di New
York è stato sin dalla sua nascita
teatro di comicità, di ignoranza e
di malafede e che sin dall'inizio
ogni membro lo ha considerato il
trampolino di lancio per uno scranno
al Senato o alla Camera dei deputati.
Adesso non è più vero. Vale ancora
di meno del due a briscola. "Ci
hanno abbandonato" è il titolo
eloquente della pagina numero
quindici del 22 ottobre.
Inevitabilmente l'accorato appello
di Quintino Cianfaglione al
presidente del Consiglio Berlusconi
e al ministro degli Affari Esteri
Frattini a non tagliare i fondi e a
reitrodurre il ministero degli
italiani nel mondo rimarrà senza
risposta.
"Il nostro Comites, che è tra i più
importanti del mondo, non sarebbe
più in grado di pagare l'affitto
dell'ufficio", dice Quintino. Che
peccato! Proprio adesso che, tra
l'altro, lunedì 20 ottobre 2008 il
Comites più importante del mondo
aveva capito che far pagare l'Ici è
"discriminatorio nei confronti dei
residenti all'estero proprietari di
case in Italia". La rapidità con cui
il Comites di New York è giunto a
questa conclusione ricorda la
battuta di Gino Bramieri: "Dopo aver
mangiato tre piatti ha finalmente
capito che era risotto".
Se Berlusconi e Frattini non
batteranno un colpo (e non lo
batteranno) io proporrei ai membri
del Comites di fare lo sciopero
della fame o della sete, come fà
Pannella.
Non proporrei una dimostrazione come
quella che ha fatto ieri Veltroni al
Circo Massimo. La piazza, secondo
Berlusconi, non risolve niente. Anzi
chi va in piazza mina la democrazia
e merita una carica della polizia
come fanno nelle repubbliche delle
banane i dittatorelli di turno.
Con questo sia chiaro, non voglio
dire che Berlusconi sia dittatore.
Lui non ha mai minacciato di mandare
la polizia in nessun posto.
Per quello che riguarda Frattini e
l'Ici, bisogna aspettare che riceva
le stime, cioè quanti italiani
residenti all'estero sono
proprietari di case in Italia.
Speriamo che Cianfaglione non dica a
Frattini, come ha detto nella
lettera, che ci sono "sessanta
milioni di connazionali sparsi su
tutta la Terra" e che tutti sono
proprietari di case in Italia.
Elenchi piuttosto a Frattini quello
che il Comites di N.Y. nell'ultimo
"quarto di secolo" ha fatto per la
comunità e quanti italiani a New
York e nel Conncticut sentirebbero
la sua mancanza se malauguratamente
dovesse chiudere i battenti.