Il Comites non é fantasma

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"Il Comites non è fantasma". Il presidente Quintino Cianfaglione parla dell'attività dell'organismo

di Riccardo Chioni

16-09-2007

Il 14 agosto, a colloquio con il nuovo console generale in visita ad America Oggi, gli avevamo chiesto se cercherà di rendere visibile il "fantasma" del Comites di New York e Connecticut, senza immaginare che con una battuta saremmo riusciti a guastare il Ferragosto ai componenti del Comitato eletto dagli italiani.

Adesso, a distanza di un mese, il presidente del Comites di NY e CT, Quintino Cianfaglione ci spiega le ragioni per le quali si dice "stupito" dell'affermazione.

Ci sia consentito di puntualizzare brevemente, prima di tutto da cittadino italiano, che, ormai da lungo tempo, non veniamo informati sull'attività del Comites.

Come giornalista di America Oggi inoltre, non abbiamo nulla da proporre ai lettori sull'attività, in quanto la stampa non viene più neppure invitata alla riunioni pubbliche del Comites.

Un "fantasma" per chi scrive quindi in doppia veste.

"Capisco il motivo per cui il Comites - dice Cianfaglione - è stato definito fantasma. Ma non è vero. Invitavamo America Oggi a tutte le nostre riunioni. Fino a quando si verificò una strana circostanza, in occasione di un parere sui fondi allo Iace. A quella riunione era presente come osservatore il vostro Domenico Delli Carpini, che poi si è trasformato in giornalista, mandando la riunione in subbuglio. Fino al punto che sono stato costretto ad espellerlo dalla sala a causa di urla e insulti ai componenti del Comites che avevano espresso parere sfavorevole allo Iace. Ma si trattava solo della richiesta di chiarimenti rivolta ai responsabili dello Iace. Questo succedeva alla fine di settembre del 2005 - continua Cianfaglione - quando avevo assunto la carica da un anno".

Se questa scaramuccia è stata presa dal Comites come pretesto per chiudersi in se stesso, resta però il fatto che i cittadini sono tolatmente all'oscuro sull'attività del Comites che, nell'immaginario collettivo, è considerato un club per soli membri.

"Abbiamo cercato di promuovere i Comites chiedendo uno spazietto ad America Oggi e per un po' di tempo ci è stato concesso, ma da quando si è verificato il fatto di Delli Carpini il giornale non ha più pubblicato quello che facevamo. Per noi era anche necessario far sapere ai cittadini che avevamo aperto una sede con una segretaria, un numero di telefono a cui rivolgersi e che avevamo creato un sito web. Abbiamo chiesto al giornale di pubblicare le informazioni, ma siamo stati respinti. Per cui abbiamo dovuto spendere mille dollari dei Comites per acquistare spazi pubblicitari sul giornale per fare informazione, per far sapere dove siamo e cosa facciamo. Ma il Comites non ha soldi per continuare ad acquistare spazi e il risultato è che siamo arrivati a questo punto. Non so a chi dare la colpa - precisa -, non so a chi dare il merito. So che ci sono svariati documenti che dimostrano ciò che abbiamo fatto, dalla festa della Repubblica alle attività teatrali in Queens con cadenza quasi mensile".

Queste ultime citate tuttavia sono attività ricreative, di intrattenimento, gradite senza dubbio alla collettività di Queens, ma che non fanno parte delle priorità del Comites.

"Non sono primarie, però il Comites di NY e CT funziona perché si è trovato una maggioranza all'interno che si adopera per la comunità. Prendiamo ad esempio Tony DiPiazza, presidente della Commissione dei giovani. Ha creato dei tornei di calcio che si sono svolti sotto l'egida del Comites. Oppure Gaspare Pipitone che è stato vice presidente, coinvolto con Lingua e Cultura che è stato onorato con le massime onorificenze per il lavoro che ha svolto. Personalmente - sottolinea Cianfaglione -, assieme ad altri consiglieri sono andato in giro a piedi per le case di riposo o dovunque fosse necessario l'aiuto del Comites per gli anziani. Inoltre, abbiamo un ufficio aperto cinque giorni la settimana a cui la gente si rivolge per svariati motivi".

Si può quantificare l'attività del Comites in questo senso? Quanti sono effettivamente gli interventi effettuati fino ad oggi.

"Direi che siamo nell'ordine di centinaia di italiani che si sono rivolti al Comites. In particolare in cerca di aiuto per registrarsi all'anagrafe consolare".

Il Comites di NY e CT - sostiene il suo presidente - funziona ed è anche all'avanguardia con un sito web dove sono raccolte le relazioni di 27 riunioni che, se le passiamo al setaccio, cosa indicano alla comunità?

"Ne viene fuori un risultato molto positivo, qualcose che non è mai successo, neppure negli altri Comites. Qui si parla del Comites di NY e CT come quello forse più organizzato degli Stati Uniti e anche di altre parti del mondo. Sul nostro sito web ci sono tutti i verbali e chiunque vuole sapere cosa ha fatto il Comites nella riunione passata, va lì e legge. Direi che è un Comites molto attivo dove tutte le riunioni si sono svolte con un super-quorum e questo significa che c'è l'interesse a partecipare da parte dei consiglieri".

Il Comites - spiega Cianfaglione - svolgerà su iniziativa di sei consiglieri da ottobre a gennaio del prossimo anno un festa "per raccogliere fondi, in modo da non attraversare più le difficoltà finora incontrate dal Comites che, fino al mese scorso e per otto mesi, s'era trovato senza fondi dal ministero e devo ringraziare personalmente il console aggiunto Giovanni Favilli che ha anticipato 5 mila dollari per tenere in vita il Comites e conservare la sede, evitando lo sfratto".


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