I
giovani
tra Cgie
e
Comites
di
Riccardo
Chioni
18-11-2009
Sembra
tornata
la
quiete
dopo la
tempesta
al
Comites
di New
York e
del
Connecticut.
Ma è
solo una
calma
apparente
quella
che
aleggia
nella
sede del
Queens.
Sarà
forse
per la
presenza
di un
console
nuovo
donna,
dopo
anni di
presenza
maschile,
o forse
perché
all'ordine
del
giorno
della
riunione
straordinaria
di
lunedì
erano
elencati
due
importanti
punti:
discussione
commissione
giovani
e
aggiornamento
raccolta
fondi
per i
terremotati
abruzzesi.
Il "problema"
giovani
per il
Comites
di New
York e
Connecticut
- in
realtà -
è doppio
e
complicato.
Il
primo
riguarda
l'avvenuta
"scissione"
del
gruppo
di
giovani
del
Comites,
praticamente
radiati;
l'altro
è dato
dal
diffuso
malcontento
nei
confronti
del
Consiglio
Generale
degli
Italiani
all'Estero
(Cgie)
per
avere "scavalcato"
i
Comites,
annullandone
il ruolo
istitutivo
nella
scelta
diretta
dei
giovani
da
invitare
alla
prossima
assemblea
plenaria.
Erano
presenti
all'assemblea
straordinaria
dieci
componenti
del
Comites,
oltre al
console
aggiunto
Laura
Aghilare
nella
sede di
Fresh
Pond
Road
dove si
sono
levati
gli
scudi
contro
il Cgie.
"Abbiamo
constatato
che i
giovani
rappresentano
i loro
interessi
e non
quelli
della
comunità
e del
Comites.
Tutti i
Comitati
d'America
hanno
protestato
contro
il Cgie"
ha
esordito
Tony Di
Piazza,
secondo
vice
presidente.
"I
nostri
rappresentanti
li
scegliamo
noi, non
il Cgie.
Li
avremo
dovuti
scegliere
noi,
così il
Cgie ha
favorito
la
scissione"
ha
rincarato
il
presidente
Quintino
Cianfaglione.
Il
Comites
di NY e
Ct.
aveva
messo a
disposizione
del
gruppo
giovanile
annesso
la somma
di
quattro
mila
dollari
del
proprio
bilancio
affinché
potesse
organizzarsi.
Invece -
sostengono
- il
gruppo
ha
creato
una
struttura
propria.
"Abbiamo
dato
loro
soldi in
buona
fede e a
questo
punto,
onestamente,
dovrebbero
restituirli"
ha
proseguito
Di
Piazza a
cui ha
fatto
eco
l'intervento
di Tony
Mulé: "Si
sono
dimenticati
di noi,
avrebbero
dovuto
organizzarsi
e hanno
creato
una
entità
loro".
"Sono
stati
strumentalizzati,
il
gruppo
giovani
è
diventato
un covo
del Pd e
lo dice
uno del
partito"
ha
sottolineato
il
consigliere
Salvatore
Fronterré.
"Il
Cgie è
convinto
che i
giovani
rappresentino
noi, ma
non è
così" ha
aggiunto
Cianfaglione,
indicando
la nota
inviata
dal
coordinatore
dell'Intercomites,
Salvatore
Ferrigno
al
segretatio
generale
del Cgie
Elio
Carozza,
secondo
cui
questi
ha "deciso
di
scavalcare
i
Comites
sul tema
giovani
e
plenaria",
ricordandogli
che -
dopotutto
- ad
eleggere
il Cgie
sono
chiamati
i
Comites,
esprimendogli
la
protesta
a nome
di tutti
i
Comites
degli
Stati
Uniti.
Al
suo giro
di
interventi,
Gaspare
Pipitone
ha
ribadito
l'amarezza
comune
per la
situazione
creatasi
col "problema
giovani".
"Li
avevamo
sponsorizzati
volentieri
per una
forma di
apertura
verso le
nuove
generazioni
e invece
- ha
sbottato
- ce li
siamo
ritrovati
contro".
Il
console
Aghilare
ha
domandato
se sia
stata
fornalizzata
la
comunicazione
dell'avvenuta
rottura
coi
giovani,
ricevendo
dal
presidente
una
ferma
risposta:
"Sono
stati
sconfessati,
non
rappresentano
il
Comitato".
Il
prossimo
passo
del
Comites,
anche se
giudicato
provocatorio,
sarà la
richiesta
ufficiale
ai
giovani
di
rimborsare
i
quattrini
ricevuti
per la
promozione
del
gruppo,
una
iniziativa
questa
proposta
da Di
Piazza
che ha
incontrato
il
consenso
unanime.
L'altro
tema
caldo
all'ordine
del
giorno è
stato la
situazione
raccolta
fondi
per i
terremotati
dell'Abruzzo,
a
distanza
di otto
mesi dal
sisma.
Il
console
Aghilare
ha
informato
che il
Consolato
Generale
prosegue
il
monitoraggio
delle
organizzazioni
impegnate
in
fundraising,
plaudendo
peraltro
il "ruolo
leader
del
Comites
nella
gara di
solidarietà".
Alcune
organizzazioni
tuttavia
sfuggono
al
monitoraggio
e, se da
un lato
viene
riconosciuto
l'impegno
sociale,
dall'altro
è
ritenuto
assurdo
il fatto
che
alcune
non
sappiano
ancora
dove
inviare
il
proprio
contributo.
"Molte
associazioni
agiscono
per
conto
proprio
e
nessuno
sa dove,
come e
quanto è
stato
raccolto
per i
terremotati"
ha
riferito
Di
Piazza,
mentre
per il
consigliere
Mulé è
semplicemente
"vergognoso".
"È
incosciente
chi ha
raccolto
fondi
per le
necessità
degli
sfollati
e se li
tiene
ancora
in banca
a
distanza
di otto
mesi dal
terremoto,
senza
neanche
chiedersi
dove li
deve
mandare.
È
vergognoso"
ha
commentato
Mulé.
Il
console
Aghilare
ha
aggiornato
il
Comites
sulle
iniziative,
ricordando
che
sulla
homepage
del
Consolato
Generale
www.consnewyork.esteri.it/consolato_newyork/
è
indicata
la voce
"donazioni
terremoto
in
Abruzzo".
Cianfaglione
ha
aggiunto
che
taluni
erano
partiti
in
quarta,
ma
adesso
si sono
persi
per
strada.
"In
molti
erano
scattati
in
velocità
per la
gara di
solidarietà,
qualcuno
però da
termpo
non dà
più
segni di
vita. In
certi
casi i
fondi
per i
terremotati
non
arriveranno
ai
destinatari,
ma
piuttosto
- ha
precisato
il
presidente
-
serviranno
all'installazione
di una
campana
chissà
dove,
lontano
da
sofferenze
e disagi,
per
amore
del
proprio
paesetto
d'origine".
Il
Comitato
ha
deciso
di
pubblicare
un
comunicato
invitando
le
organizzazioni
al
momento
fantasma
che
hanno
raccolto
fondi
per
L'Aquila
a farsi
riconoscere,
non
fosse
altro
per far
sapere
ai
contributori
chi
hanno
aiutato
con il
loro
generoso
gesto.