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NEW YORK. Dalla Big Apple alla Big
Easy con affetto per una pronta ripresa, firmato: la
collettività italoamericana del Queens. È questo il
messaggio augurale che accompagna un primo
contributo di 40 mila dollari raccolto venerdì sera
presso il Senior Citizen Center di Ridgewood,
destinato al recupero e restauro dell'edificio che
ospita il Museo Italoamericano di New Orleans,
inondato dalla furia di Katrina.
Nel giro di due settimane e mezzo gli
italoamericani del Queens hanno risposto alla
calamità che ha colpito la Louisiana con tempestivi
gesti di solidarietà che hanno portato, la settimana
scorsa, alla raccolta di generi di prima necessità
stipati in un container e peraltro già distribuiti
dalla Food Bank del Texas. La raccolta di generi
urgenti per gli evacuati e il fund raising di
venerdì per il restauro del Museo sono stati
lanciati entrambi dalla Federazione Italo-Americana
di Brooklyn e Queens, in concerto con il Comites di
NY e CT, America Oggi, Radio Icn e altre
organizzazioni, che si sono ritrovate assieme a
circa duecento partecipanti presso il Cav. Peter
Cardella Senior Citizen Center nell'italianissima
Ridgewood. Ospite della serata Michael Maselli in
rappresentanza del padre Joe, fondatore del Museo
Italoamericano, oltre al senatore statale Serphin
Maltese, al consigliere comunale Dennis Gallagher,
al presidente del Comites di NY e CT, Quintino
Cianfaglione e imprenditori, professionisti,
rappresentanti di club sportivi e associazioni. Ha
fatto gli onori di casa Sal Palmeri di Radio Icn.
Tony
Di Piazza, patron dei due momenti di solidarietà, ha
detto che la comunità del Queens non poteva restare
indifferente all'appello che giungeva dai disperati
scampati a Katrina: "Questa sera vogliamo aiutare a
rimettere in piedi il nostro museo di New Orleans,
città che in buona parte parla anche italiano. Sono
particolarmente orgoglioso di appartenere a questa
comunità che si ritrova per esprimere solidarietà".
Il presidente del Comites
Cianfaglione ha sottolineato che è doveroso
ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle
iniziative di soccorso e ha aggiunto "gli italiani
sanno dare quando necessario". Tony Mulé, neo
presidente della Federazione, ha sintetizzato il
gesto dicendo "solo così possiamo sperare di
migliorare, restando sempre uniti. Si prova una
certa emozione - ha proseguito Mulè - quando la
comunità risponde con gesti così generosi che
esprimono sentimenti di solidarietà. Ci auguriamo di
riuscire a sollevare lo spirito di chi sta soffrendo".
Il cav. Peter Cardella a cui è
intitolato il centro per gli anziani aggiunge solo "dobbiamo
fare ciò che il cuore comanda per venire incontro a
nostri concittadini" e racconta che la maggioranza
degli immigrati che si insediarono a New Orleans
all'inizio del XX secolo provenivano dalla Sicilia e
in prevalenza erano dediti alla pastorizia. "L'America
- ha detto Cardella - non ha mai dato loro credito
per avere portato sulle tavole di questo Paese i
prodotti della pastorizia che oggi fanno parte dei
pasti quotidiani".
Il consigliere Gallagher non nasconde
il suo entusiasmo nei confronti della nostra
collettività.
"Sono strabiliato dai successi delle
iniziative portate avanti dalla Federazione. Quando
la settimana scorsa ho visto la mole del container
parcheggiato qui fuori, ho pensato che non lo
avremmo mai riempito. Invece - ha proseguito - auto
dopo auto, persone dopo persone ci siamo riusciti".
"Vedere gli italoamericani in azione
- esordisce il senatore Maltese - è semplicemente
una ispirazione. Si tocca la generosità della nostra
gente che risponde con genuino affetto agli appelli.
Non esiste una comunità solida come quella degli
italoamericani del Queens. Stasera mettiamo mano al
portafogli per aiutare a far riaprire le porte del
Museo di New Orleans".
Michael Maselli è forse la persona
più stupita tra tutti: "Non riesco ancora a credere
che in poco più di due settimane siate riusciti a
fare quello che avete fatto qui nel Queens. La mia
famiglia è in salvo - ha raccontato - perché aveva
lasciato la zona prima dell'arrivo di Katrina. Non
sappiamo ancora quale sia la situazione attuale
dell'edificio. Per fortuna - sottolinea Maselli - la
biblioteca è situata al piano superiore e certamente
è intatta, ma non sappiamo cosa ci aspetta ai piani
inferiori. Il Museo si trova a un isolato e mezzo
dal Convention Center (dove si trovano migliaia di
evacuati, ndr) , nei pressi del French Quarter e
rappresenta un punto di riferimento per gli oltre
250 mila abitanti di New Orleans che sono di origine
italiana".
Tra i maggiori contributori per il
recupero e restauro del Museo figurano per il
momento il Senior Citizen Center con 10 mila dollari,
la Federazione con 5 mila e Tony Di Piazza con una
donazione personale di 5 mila dollari.
Nella foto: Serphin Maltese, Tony
Mulè, Tony Di Piazza, Michael Maselli, Peter
Cardella e Quintino Cianfaglione
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