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Dalla Comunità > La Comunità > 18/09/2005 (di Riccardo Chioni)

Tendono la mano a New Orleans
Gli italoamericani del Queens
 

 

di Riccardo Chioni

NEW YORK. Dalla Big Apple alla Big Easy con affetto per una pronta ripresa, firmato: la collettività italoamericana del Queens. È questo il messaggio augurale che accompagna un primo contributo di 40 mila dollari raccolto venerdì sera presso il Senior Citizen Center di Ridgewood, destinato al recupero e restauro dell'edificio che ospita il Museo Italoamericano di New Orleans, inondato dalla furia di Katrina.
Nel giro di due settimane e mezzo gli italoamericani del Queens hanno risposto alla calamità che ha colpito la Louisiana con tempestivi gesti di solidarietà che hanno portato, la settimana scorsa, alla raccolta di generi di prima necessità stipati in un container e peraltro già distribuiti dalla Food Bank del Texas. La raccolta di generi urgenti per gli evacuati e il fund raising di venerdì per il restauro del Museo sono stati lanciati entrambi dalla Federazione Italo-Americana di Brooklyn e Queens, in concerto con il Comites di NY e CT, America Oggi, Radio Icn e altre organizzazioni, che si sono ritrovate assieme a circa duecento partecipanti presso il Cav. Peter Cardella Senior Citizen Center nell'italianissima Ridgewood. Ospite della serata Michael Maselli in rappresentanza del padre Joe, fondatore del Museo Italoamericano, oltre al senatore statale Serphin Maltese, al consigliere comunale Dennis Gallagher, al presidente del Comites di NY e CT, Quintino Cianfaglione e imprenditori, professionisti, rappresentanti di club sportivi e associazioni. Ha fatto gli onori di casa Sal Palmeri di Radio Icn.
Tony Di Piazza, patron dei due momenti di solidarietà, ha detto che la comunità del Queens non poteva restare indifferente all'appello che giungeva dai disperati scampati a Katrina: "Questa sera vogliamo aiutare a rimettere in piedi il nostro museo di New Orleans, città che in buona parte parla anche italiano. Sono particolarmente orgoglioso di appartenere a questa comunità che si ritrova per esprimere solidarietà".
Il presidente del Comites Cianfaglione ha sottolineato che è doveroso ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle iniziative di soccorso e ha aggiunto "gli italiani sanno dare quando necessario". Tony Mulé, neo presidente della Federazione, ha sintetizzato il gesto dicendo "solo così possiamo sperare di migliorare, restando sempre uniti. Si prova una certa emozione - ha proseguito Mulè - quando la comunità risponde con gesti così generosi che esprimono sentimenti di solidarietà. Ci auguriamo di riuscire a sollevare lo spirito di chi sta soffrendo".
Il cav. Peter Cardella a cui è intitolato il centro per gli anziani aggiunge solo "dobbiamo fare ciò che il cuore comanda per venire incontro a nostri concittadini" e racconta che la maggioranza degli immigrati che si insediarono a New Orleans all'inizio del XX secolo provenivano dalla Sicilia e in prevalenza erano dediti alla pastorizia. "L'America - ha detto Cardella - non ha mai dato loro credito per avere portato sulle tavole di questo Paese i prodotti della pastorizia che oggi fanno parte dei pasti quotidiani".
Il consigliere Gallagher non nasconde il suo entusiasmo nei confronti della nostra collettività.
"Sono strabiliato dai successi delle iniziative portate avanti dalla Federazione. Quando la settimana scorsa ho visto la mole del container parcheggiato qui fuori, ho pensato che non lo avremmo mai riempito. Invece - ha proseguito - auto dopo auto, persone dopo persone ci siamo riusciti".
"Vedere gli italoamericani in azione - esordisce il senatore Maltese - è semplicemente una ispirazione. Si tocca la generosità della nostra gente che risponde con genuino affetto agli appelli. Non esiste una comunità solida come quella degli italoamericani del Queens. Stasera mettiamo mano al portafogli per aiutare a far riaprire le porte del Museo di New Orleans".
Michael Maselli è forse la persona più stupita tra tutti: "Non riesco ancora a credere che in poco più di due settimane siate riusciti a fare quello che avete fatto qui nel Queens. La mia famiglia è in salvo - ha raccontato - perché aveva lasciato la zona prima dell'arrivo di Katrina. Non sappiamo ancora quale sia la situazione attuale dell'edificio. Per fortuna - sottolinea Maselli - la biblioteca è situata al piano superiore e certamente è intatta, ma non sappiamo cosa ci aspetta ai piani inferiori. Il Museo si trova a un isolato e mezzo dal Convention Center (dove si trovano migliaia di evacuati, ndr) , nei pressi del French Quarter e rappresenta un punto di riferimento per gli oltre 250 mila abitanti di New Orleans che sono di origine italiana".
Tra i maggiori contributori per il recupero e restauro del Museo figurano per il momento il Senior Citizen Center con 10 mila dollari, la Federazione con 5 mila e Tony Di Piazza con una donazione personale di 5 mila dollari.
 
Nella foto: Serphin Maltese, Tony Mulè, Tony Di Piazza, Michael Maselli, Peter Cardella e Quintino Cianfaglione

 

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Last modified: 08/02/09