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Intervista al Presidente

Dalla Comunità > La Comunità > 25/01/2005 (di Riccardo Chioni)

I termini per la cittadinanza
Intervista al presidente del Comites di New York e Connecticut, Quintino Cianfaglione






di Riccardo Chioni

Oggi è il turno di Quintino Cianfaglione, presidente del Comites di New York e Connecticut, nell’esprimere i programmi e le priorità di questa amministrazione. America Oggi lo ha incontrato nella nuova sede di Ridgewood, nel quartiere di Queens, dove ha spiegato quali saranno i programmi che dovrebbero prendere corpo durante il 2005, a sei mesi dall’insediamento del quarto Comitato. 

“I nostri programmi sono già stati avviati. In primo piano - esordisce il presidente - c’è la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana. Siamo reduci dalla riunione annuale dei presidenti dei Comites a Washington dove abbiamo presentato la nostra piattaforma di impegni. In ambasciata abbiamo chiesto di riaprire i termini per il riacquisto della cittadinanza e di ristrutturare l’anagrafe, oltre a un ulteriore miglioramento di Rai International”. 

In merito alla riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana Cianfaglione riferisce di avere presentato in quell’occasione una proposta che, a suo avviso, potrebbe essere una formula per risolvere il problema.

“Secondo me - precisa il presidente - è impossibile il riacquisto. Non siamo noi residenti negli Stati Uniti a voler ritornare in Italia. Sono quelli del Sud America: argentini, brasiliani e altri ancora che vogliono rientrare in Italia in massa. Non possiamo dare torto al nostro governo se non vuole riaprire i termini. Perché se tutti rientrassero, si parla di due-tre milioni di connazionali, il governo si troverebbe in serie difficoltà economiche. Non potrebbe offrire loro assistenza sanitaria e tutti i diritti come li hanno gli italiani in Italia. Ho suggerito di non chiedere la cittadinanza italiana, ma la nazionalità italiana. Praticamente basta rientrare in Italia dove, trascorrendo un anno di residenza, si diventa cittadino italiano. Però non si può negare la cittadinanza italiana a chi è nato in Italia. Questo è ciò che sto cercando di promuovere a tutto campo e qualcuno sta cercando di afferrare il concetto che sto esprimendo. Speriamo che succeda. Possiamo diventare di serie B, ma adesso, non avendo nulla, siamo di serie Zero. Appena avremo i nostri deputati e senatori, questi chiederanno di far diventare quei cittadini di serie A. Adesso non possiamo escludere tutti i nostri connazionali dalle votazioni che ci saranno: è ingiusto. Sono italiani che hanno dovuto cedere la propria cittadinanza o la propria nazionalità. Da oggi in poi la chiamerò così”. 

E quando si arriva a parlare del voto, immancabilmente, il discorso scivola sull’anagrafe e le lacune che ancora esistono tra i ministeri dell’Interno e degli Esteri. 

“Mi è stato spiegato a Washington che già è stata bonificata l’anagrafe consolare, ma che c’è ancora un lungo percorso da fare. Siamo certi che quella più aggiornata gestita dal consolato sia quella da prendere in considerazione, piuttosto che l’anagrafe del ministero dell’Interno imprecisa e non aggiornata”.

Il Comites di New York e Connecticut durante l’ultimo periodo della precedente amministrazione era divenuto un organismo fantasma senza una sede di riferimento. Oggi a questo inconveniente si è ovviato con la recente inaugurazione congiunta da parte del senatore Antonio Di Pietro e del viceministro Baldassari del nuovo ufficio situato a Fresh Pond Road, a Ridgewood. 

“Abbiamo assunto una segretaria part-time quattro giorni la settimana, tre ore al giorno e le informazioni aggiornate per quanto riguarda gli orari sono disponibili in rete al sito www.comitesnyct.com”. 

Quali sono stati i motivi che hanno portato il Comites a stabilire la sede in Queens?

“Si è votato per questa decisione in maggioranza, ma anche perché qui risiedono quattro consiglieri che si adoperano tutti i giorni ed è conveniente per tutti raggiungerla. Quando siamo entrati non c’era nulla, ma c’è stato chi ha donato una cosa o l’altra e, piano piano, ci renderemo funzionali”.

Al momento - sottolinea Cianfaglione - è in corso di allestimento l’ufficio (affitto sui 1.200 dollari al mese) che sarà attrezzato per assistere i connazionali e nel frattempo stiamo contattando tutte le associazioni e sodalizi via email e posta ordinaria per informarli sull’apertura dell’ ufficio e chiedere loro quali siano le rispettive richieste. “Vogliamo sapere cosa possiamo fare per loro. Intanto ci stiamo attrezzando per allestire un indirizzario per far giungere ogni nuova informazione e cercare di stare loro vicini, sapere quali sono le reali esigenze della collettività”.  La cassa del Comites di New York e Connecticut non è florida quanto Cianfaglione vorrebbe, ma assicura che si adopererà per fare il possibile con i fondi a disposizione. 

“Abbiamo ereditato quattrini dalla precedente amministrazione che sono stati resi disponibili a settembre, abbiamo presentato preventivo e bilancio e dovremo ricevere le competenze per il 2005 entro febbraio, altrimenti avremo problemi molto seri”. 

A causa dell’amministrazione precedente la gente ha perso fiducia nel Comites. Come intende muoversi per riconquistarla in questo quarto mandato? 

“Sono molto orgoglioso di questa amministrazione. Siamo riusciti ad intenderci e comprendere, nonostante siamo stati eletti in cinque liste diverse. Quelli che erano dei problemucci all’inizio del mandato, sono stati risolti. Abbiamo formato una coalizione che sta funzionando e sta facendo un ottimo lavoro. Alle riunioni partecipano tutti i componenti e dopo tre riunioni si è registrata una sola assenza, peraltro giustificata. Ora le riunioni si svolgono in un clima di serenità e rispetto”. 

Intanto il Comites è divenuto un organismo “not for profit”, passo questo che avrebbe dovuto essere fatto in passato, ma che invece era stato preso sottogamba.

“Ora siamo una non-profit organization registrata nello stato di New York, cosa che non era in precedenza. Quindi siamo legali: questo è già un passo importante. È stata una delle nostre priorità, ancora prima di aprire l’ ufficio”. 

Come risponde alle asserzioni di taluni, secondo cui il Comites è un “club” di persone che vogliono utilizzare l’organismo come trampolino per intraprendere la carriera politica? 

“Intanto, al Comites non si fa politica. Altrimenti ci troveremmo continuamente in disaccordo, come accadeva prima. La prima cosa che ho chiesto ai consiglieri è stata di non fare politica all’interno del Comitato. Che la facciano fuori. Io non appartengo ad alcun partito e tutti i consiglieri sono d’accordo con me. Il nostro interesse deve essere di servire la collettività, riconquistare la fiducia perché siamo gli unici veramente eletti dai nostri connazionali italiani”.  Trasparenza e responsabilità sono i due comandamenti essenziali di questo nuovo Comites. 

“Ho chiesto ai consiglieri di fornirmi delle date precise in cui svolgere le riunioni aperte al pubblico. Ogni consigliere proporrà un’assemblea nel proprio quartiere e quindi ci riuniremo una volta a Brooklyn, un’altra a Manhattan, in Connecticut e così via, per rendere questo Comites itinerante, là dove è forte la presenza delle nostre collettività, cosa che non si è verificata prima, perché tutti hanno diritto di sapere chi è Quintino Cianfaglione, chi è il consigliere di Hartford o di Queens. La prossima assemblea si svolgerà a Brooklyn, come richiesto dal consigliere Fronterrè. Non so ancora esattamente dove, sarà reso noto nel corso delle prossime settimane. In seguito - sottolinea il presidente - saranno calendarizzate tutte le altre riunioni in differenti località. Nei prossimi 2-3 mesi desidero convocare più riunioni possibili, almeno una ogni tre settimane se ci riesco, prima che arrivi la bella stagione. Vogliamo sapere quali sono le richieste e le esigenze della nostra collettività”. 

Una delle domande più frequenti raccolte tra la gente dai consiglieri del Comites - riferisce Cianfaglione - riguarda il prossimo appuntamento con le elezioni politiche. 

“Ci chiedono quali saranno i compiti dei parlamentari che andremo ad eleggere, cosa potranno fare per noi. Ho chiesto sia all’ambasciata che al consolato di fornirci informazioni in tal senso, o che venga indetto un seminario per istruire tutti i consiglieri, per metterli insomma in grado di rispondere a queste domande che sono sulla bocca di tutti. Spero che tali informazioni ci vengano fornite al più presto, in modo da emettere un’ informativa che possa essere pubblicata anche su America Oggi e sul nostro sito internet”. 

Come intendete rendere di dominio pubblico le vostre decisioni, informare l’ elettorato, quali sono i mezzi a vostra disposizione per divulgare le informazioni? 

“Personalmente ho preso un impegno. Il mio mestiere è conduttore televisivo nella zona di Hartford, sono in contatto con stazioni radio-televisive, con il servizio satellitare Sky e, anche se non possiedo ancora i dettagli, posso già annunciare che arriveranno all’utenza quattro nuove reti televisive 24-ore al giorno dall’Italia al costo totale di 38 dollari al mese. A questo punto, o Rai International si rimbocca le maniche e inizia a soddisfare le nostre richieste, altrimenti la gente l’abbandonerà. È una vera rivoluzione nel campo dell’informazione perché avremo programmi dal vivo. Se la Rai non s’aggiorna, saremo i primi a boicottarla, anche perché negli ultimi dieci anni per noi ha fatto assai poco, ha solo monopolizzato il sistema con un solo canale. I nuovi canali forniranno notizie, sport, spettacolo e inizieranno certamente programmi di informazione di ritorno di cui finora si è solo sentito parlare. Gli ingredienti per il successo di questa iniziativa, dove il Comites potrebbe ricavarsi una nicchia per l’ informazione, ci sono tutti e mi sembra di capire che c’è anche la disponibilità da parte dei responsabili del servizio satellitare”. 

In chiusura il presidente Cianfaglione alla comunità che ha eletto i componenti del Comites dice: “Siamo a disposizione dei cittadini per tutto ciò di cui hanno bisogno e che rientra nelle nostre competenze, cercheremo di educarli in merito alle prossime elezioni politiche affinché comprendano perché si va a votare, anche usufruendo di spazi che America Oggi vorrà metterci a disposizione”.  Intanto Cianfaglione si appresta ad assumere - a giugno - la carica di coordinatore del comitato dei presidenti che rappresenta anche i colleghi degli altri dieci Comites operativi sul territorio degli Usa.

Immagine: Quintino Cianfaglione

 

 

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Last modified: 05/10/08